Premetto che, avendo oramai passato abbondantemente i 40, metto le mani avanti e riconosco che appartengo al gruppo di coloro che hanno sempre guardato, in gioventù, alla castità come ad una scemenza da cristiani bigotti. Questo per puntualizzare che sono davvero l’ultimo a poter fare una qualsiasi morale al riguardo, sarei ridicolo, dopo aver passato la giovinezza a caccia di rapporti con donne.
Detto questo, sono stato di recente ad un incontro spirituale di area cattolica dove si è affrontato il tema del 6 comandamento:
Non commettere adulterio.
Ho passato gran parte della mia vita a considerare i rapporti sessuali come una specie di video gioco al bar, più ne avevi più passavi di livello ed eri considerato figo, dagli altri. Questi incontri mi hanno fatto riflettere in tal senso. Certo il piacere sessuale è sempre stato molto piacevole “a parte la stressantissima questione dell’indossare il profilattico, a volte davvero un calvario”, ma adesso mi viene da chiedermi cosa stessi realmente facendo in quei momenti.
Pensandoci a mente fredda stavo usando il corpo di queste donne per provare a darmi piacere, né più né meno di come avrei potuto fare masturbandomi. Quindi mi viene da chiedermi se in realtà non stessi facendo esattamente questo, masturbandomi con un corpo femminile allo stesso modo che se avessi comprato una bambola gonfiabile.
Cosa mi ha lasciato tutto questo?
Come ha cambiato il mio modo di vedere i miei rapporti con l’altro sesso?
Se ci penso bene mi viene da chiedermi se non mi sia fatto un gran male. Di certo questi rapporti sono scivolati come se non ci fossero mai stati: quello che è rimasto è solo il desiderio di averne altri, ma davvero adesso mi viene da chiedermi il perché. Mi sembra di aver giocato una partita ad un video gioco dove ogni donna con cui avevo un rapporto era un salto ad un livello superiore, alla fine niente altro che un banale passatempo ludico da bar.
Alla luce di tutto questo mi viene da chiedermi cosa sia stata in realtà la cosiddetta “liberazione sessuale” Da cosa siamo stati liberati? Da inutili preconcetti e pregiudizi religiosi o dalla nostra responsabilità verso il nostro corpo e l’uso che ne facciamo anche nei confronti degli altri? Me lo chiedo perché se, come sospetto fortemente, sia questo sentirsi responsabili ciò di cui ci siamo liberati, ma allora se non siamo responsabili di ciò che facciamo con il nostro corpo perché ne possiamo fare quello che vogliamo, quale valore può avere?