Escursione ad Albiate e Agliate: viale dei gelsi, grotte di Realdino e abbazia romanica

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Un itinerario turistico di 12 km (4 ore, dislivello 100 m) nel cuore della Brianza, tra raccolta di frutti, testimonianze storiche e convivialità. Perfetto per chi cerca un trekking leggero in compagnia.

Scheda tecnica del percorso

PartenzaPiazza Cavour, Albiate (MB)
Durata4 ore (esclusa sosta picnic)
Lunghezza12 km
Dislivello100 m
DifficoltàT (turistico)
Periodo consigliatoMaggio (maturazione dei gelsi)
Tipologia di sentieroAsfalto (tratti) + strade sterrate e sentieri di terra battuta

1. Introduzione: Albiate e il viale dei gelsi

L’escursione ha preso avvio da Albiate, rinomato paese della Brianza, noto per ospitare la storica villa dei Caprotti. La dinastia Caprotti, la cui influenza in Italia si può far risalire alla prima rivoluzione industriale, è davvero una famiglia “storica”, che viene citata nei volumi di Storia dell’Industria, non sempre in termini positivi.

L’obiettivo della mattinata era semplice quanto piacevole: sostare lungo il lungo viale di gelsi che costeggia l’ingresso della villa per raccoglierne i frutti. La giornata era splendida, il sole caldo, ma non afoso, e il gruppo – seppur numeroso (circa cinquanta partecipanti) – si è subito rivelato capace di mantenersi compatto lungo il percorso.

2. La raccolta dei gelsi: organizzazione e spirito di gruppo

L’organizzatore, Piero, è un accompagnatore esperto, che ha saputo curare ogni dettaglio logistico della giornata, a partire dal problema dai parcheggi disponibili – aspetto non scontato in zona. Alcuni partecipanti avevano portato con sé teli da stendere sotto gli alberi, consentendo di raccogliere i gelsi con grande comodità, dopo aver scrollato i rami.

3. Attraverso campi e cascine: il percorso verso Agliate

Lasciato il viale dei gelsi, il gruppo ha costeggiato i lati della villa Caprotti, attraversando campi di grano e viali alberati. Lungo il tragitto era visibile una vecchia cascina recentemente ristrutturata, con murature dai toni rosa che hanno suscitato apprezzamento per la qualità dell’intervento e l’originalità nella scelta del colore.

4. Un tuffo nella storia industriale: la fabbrica abbandonata

Proseguendo verso Agliate, il percorso ha incrociato il torrente Lambro. Qui si erge ancora un vecchio edificio industriale abbandonato, un tempo fabbrica di scarpe. La struttura rappresenta una testimonianza dell’epoca in cui l’intera area era uno dei poli manifatturieri d’Italia. Poco distante, è possibile osservare la cosiddetta Madonnina del Lambro, collocata sopra il tetto di un altro vecchio edificio industriale abbandonato.

5. Le grotte di Realdino: una curiosità geologica

Le grotte di Realdino non rappresentano una meta spettacolare, ma costituiscono un’interessante formazione geologica, particolarmente gradevole in estate grazie al fresco gocciolamento d’acqua. Il ristorante adiacente, che si sviluppa in parte all’interno delle grotte, sembrava invitante, sebbene il gruppo non abbia avuto modo di testarlo.

6. L’Abbazia di Agliate e il suo battistero

Giunti ad Agliate, la tappa principale è stata la basilica romanica dell’abbazia, un edificio di notevole pregio architettonico, risalente al X‑XI secolo. Il gruppo ha potuto visitare anche il battistero, parzialmente conservato, con una pianta poligonale e un fonte battesimale interrato di grande suggestione. All’interno, un dipinto raffigurante la sepoltura di Cristo ha catturato la mia attenzione per la bellezza e l’ottimo stato di conservazione.

7. Il picnic nel parco: convivialità e relax

Terminata la visita, il gruppo si è trasferito in un parco poco distante, dove ci si è “spiaggiati” al suolo per un picnic conviviale. L’atmosfera era distesa e festosa, resa ancor più piacevole dalla varietà di cibi e bevande portate da ciascuno. Essendo in cinquanta, non sono mancate le riserve alimentari e nemmeno quelle alcoliche. Il risultato è stato un pranzo all’insegna della convivialità e del buonumore.

Considerazioni finali

Un trekking di basso impegno fisico (12 km, 100 m di dislivello, difficoltà T) adatto a chi desidera camminare senza affanni, scoprire piccoli gioielli storici e naturalistici, e soprattutto incontrare nuove persone in un clima informale ma ben organizzato. Il mese di maggio si conferma il periodo ideale per approfittare della maturazione dei gelsi e delle temperature miti.

L’esperienza ad Albiate e Agliate dimostra che la Brianza sa offrire molto più di quanto si creda: basta saper scegliere la compagnia giusta e lasciarsi guidare.

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