I Tarocchi in mostra all’Accademia Carrara di Bergamo: tra Arte e Storia

Ingresso Accademia Carrara

I Tarocchi non sono solo uno strumento divinatorio, ma un capolavoro dell’arte rinascimentale italiana. Recentemente ho visitato la straordinaria mostra dei Tarocchi all’Accademia Carrara di Bergamo, un’esposizione che raccoglie mazzi preziosissimi provenienti dalle collezioni più prestigiose del mondo. Ecco perché, se vi trovate a Bergamo, questa è una tappa imperdibile per conoscere un aspetto poco noto dell’arte italiana.

Le origini dei Tarocchi nel Nord Italia e il primato di Milano

Contrariamente a quanto si pensa, il gioco dei Tarocchi ha radici profonde nel Nord Italia del XV secolo. Durante la visita emerge chiaramente il ruolo di Milano nella diffusione di questo passatempo colto, originariamente noto come Ludus Triumphorum (il gioco dei Trionfi).

Il percorso espositivo si apre con i cosiddetti paleo-Tarocchi, tra cui spiccano rari esemplari provenienti dalla Svevia (Germania). È interessante osservare come le tipiche virtù — la Forza, la Temperanza — e i celebri “Trionfi” (come il Trionfo della Morte o dell’Amore) siano stati codificati iconograficamente proprio in quel periodo.

I capolavori in mostra: mazzi Visconti-Sforza e Brambilla

Il cuore della mostra all’Accademia Carrara è rappresentato da due tesori di valore inestimabile:

  1. Il mazzo Visconti-Sforza: realizzato per la corte milanese, rappresenta l’apice della miniatura tardo-gotica.
  2. Il mazzo Brambilla: specchio della raffinatezza degli artisti dell’epoca, con dettagli in oro e una cura del particolare che li rende veri e propri “quadri in miniatura”.

Questi mazzi non erano semplici oggetti di svago, ma simboli di potere e prestigio. La loro rarità è dovuta all’usura: essendo nati per essere maneggiati, pochissimi esemplari sono giunti intatti fino a noi.

Storia vs Mito: l’origine egizia è una “Fake News”?

Un punto di forza della mostra è l’approccio scientifico che smonta il mito esoterico dei Tarocchi. Molti credono che queste carte derivino dall’Antico Egitto, ma la ricerca storica conferma che questa teoria è un’invenzione della fine del Settecento.

Sebbene esista un legame culturale con l’Egitto mamelucco (da cui arrivarono le prime carte in Italia), l’attribuzione ai Faraoni fu un’operazione commerciale di fine ‘700, poi ripresa da società esoteriche come la Golden Dawn. Particolarmente celebre in questo senso risulta essere il mazzo dell’occultista A. Edward Waite, realizzato da Pamela Coleman Smith.

Dal Rinascimento alla decadenza dell’arte moderna

Il confronto tra i mazzi antichi e le riproduzioni del Novecento è spiazzante. Se i tarocchi rinascimentali celebrano l’eleganza, molte versioni contemporanee riflettono un’estetica grottesca, quasi iconoclasta. Questa deriva verso il “brutto”, tipica di certa arte concettuale, segna una distanza netta dalla bellezza classica che invece esplode nelle sale della collezione permanente della Carrara.

Informazioni pratiche per la visita

Se state programmando un weekend a Bergamo, ricordate che lAccademia Carrara offre riduzioni significative: per i residenti a Bergamo, ad esempio, il biglietto d’ingresso è scontato del 50%. Un’ottima occasione per riscoprire non solo i Tarocchi, ma anche i capolavori di Lotto, Mantegna e Raffaello.

📌 Consiglio: verificate sempre giorni e orari di apertura sul sito ufficiale dell’Accademia Carrara prima di partire.


Avete già visitato la mostra o state programmando un weekend a Bergamo? Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti! E se l’articolo vi è piaciuto, condividetelo con qualcuno che ama l’arte e la storia. 🙏

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *