La merenderata di Natale: escursione da Corna Imagna verso il Monte Castello e il Colle San Pietro

sosta pranzo colle san pietro

La valle Imagna ha l’indiscutibile vantaggio di essere comoda, sia partendo dal Milanese che dalla Bergamasca. Partendo da questa premessa, e dal fatto che non avevo voglia di affrontare una camminata impegnativa, ho deciso di organizzare un escursione relativamente facile in quella zona.

Come itinerario ho scelto quello che, partendo da Corna Imagna, paese famoso, tra le altre cose, per la sua sagra delle castagne, costeggiava il versante nord del Monte Castello, fino a raggiungere il Colle San Pietro. Siamo partiti dalla destra della Chiesa dei Santi Simone e Taddeo, e abbiamo imboccato il sentiero CAI 571. L’intenzione era percorrere la parte iniziale del sentiero delle castagne per poi imbroccare il sentiero 581, il tutto per circa 11 km di percorso e circa 500 di dislivello.

La merenderata intenzionale, relax e allegria

Assieme a me vi erano altri due baldi coraggiosi che, sfidando il giorno lavorativo, “28 dicembre 2023” ed anche il tempo un po’ fosco, si sono aggregati in questa mia avventura. Ringrazio Claudio e Gloria per avermi accompagnato in questa gita, la quale è stata all’insegna del relax, a cominciare dall’orario di partenza: ore 10:30.

La mia intenzione, dichiarata nella descrizione, era proprio quella: una gita facile dove portare e condividere gli avanzi delle feste natalizie. Insomma una classica escursione da merenderos, che per quanto mi riguarda hanno tutta la loro dignità, malgrado lo sprezzo da cui sono guardate dai cosiddetti “puristi” del trekking.

Il percorso si presenta inizialmente poco impegnativo, la salita è di fatto concentrata tutta nei 3 kilometri iniziali del 581, i quali rappresentano anche una delle parti più belle di questo trekking. Il terreno in questo tratto è accidentato e pietroso, e si insinua in mezzo ad un bosco di alberi decidui, le cui foglie, in questa stagione, contribuiscono ad un bel mix di colori rosso, giallo e verde, cui fa spesso da sfondo il bianco della roccia.

Il sentiero dei Roccoli: un monumento all’influenza dei cacciatori

Terminata la salita siamo passati accanto al Monte Castello, imboccando a questo punto una parte del cosiddetto Sentiero dei Roccoli, tipiche strutture per la caccia all’uccellagione che infestano le Prealpi Orobie. La prima di queste strutture che abbiamo visto era davvero imponente, sembrava un rifugio di montagna più che un capanno di caccia.

Currino Alto

Proseguendo lungo il sentiero siamo arrivati a Currino Alto, un piccolo gruppo di case molto bene tenute, alcune anche abitate malgrado si tratti di una località un po’ sperduta. Da lì abbiamo proseguito fino alla bella Chiesa Annunziata di Blello, la quale purtroppo era chiusa e quindi non siamo riusciti a visitarla.

Il tratto finale fino al Colle San Pietro è stato leggermente in pendenza, ma in quarto d’ora siamo arrivati alla meta. Il tempo non era proprio il massimo, ma c’era il buon umore e abbiamo pranzato allegramente sul prato di fronte alla chiesa di San Piro.

Ritorno facile ma non sempre agevole

La discesa dal Colle fino alla strada sterrata che porta verso Corna è stata un po’ difficoltosa perché la traccia che seguivo scendeva dritta per il dorso del colle, senza un vero e proprio sentiero da seguire. Giunti alla strada però il percorso si è fatto decisamente agevole, per lo più in discesa, interrotto solo da una breve salita lungo il sentiero che avevo scelto per tagliare almeno un po’ lo sterrato.

Siamo tornati a Corna Imagna che erano da poco passate le 15:00: il bar della piazza era chiuso e quindi non abbiamo potuto prendere nulla da bere per concludere il trekking in maniera classica davanti ad una birra. Ci siamo salutati e abbiamo concluso la nostra passeggiata in Valle Imagna.

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