Messa al boschetto “maledetto” di Rogoredo, tra speranza e disperazione

Messa di Natale Team Rogoredo

L’esperienza della Messa è sempre connessa al sacro e alla commemorazione degli atti e delle parole di Gesù Cristo, figlio unigenito di Dio. Tra le frasi più proverbiali vi sono certamente questi versetti:


“Matteo 25,35-40
35 Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36 nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37 Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40 Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.”

Direi che la messa di natale di fronte al boschetto di Rogoredo rappresenta davvero una testimonianza lampante di come applicare questi versetti. Svoltasi venerdì 22 dicembre, è stata davvero toccante, proprio perché rivolta soprattutto ai tossicodipendenti che bazzicano quella zona, i quali rappresentano molto bene tutti i tipi di derelitti che vengono descritti in questi versetti.

Simone Feder e l’associazione Team Rogoredo

La celebrazione è stata promossa dall’associazione di volontariato Team Rogoredo, fondato da Simone Feder, psicologo, educatore e coordinatore della Casa del Giovane di Pavia, la cui personalità vulcanica si è manifestata nel corso di tutta la celebrazione, nel tentativo, riuscito, di gestire i tossicodipendenti presenti. Oltre a questa associazione erano presenti anche numerosi volontari del Gruppo di Milano del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, anch’esso da tempo impegnato in un’opera di assistenza a queste persone e sensibilizzazione della società civile ad un problema di degrado sociale e spirituale.

Alcuni di questi poveri disgraziati infatti hanno anche assistito alla messa, mentre altri loro compagni di sventura passavano davanti alla celebrazione, che guardavano distrattamente, prima di addentrarsi all’interno del boschetto. Sarà stato per la suggestione della celebrazione liturgica, o magari il buio, il freddo, ma in questa serata quello spazio verde dietro la stazione di Rogoredo dava davvero l’idea di essere l’anticamera dell’inferno.

Le condizioni fisiche di questi dannati, non trovo davvero termine più adatto, variavano da chi si muoveva e appariva lucido a chi invece era in evidente difficoltà anche solo a camminare. Stendiamo un velo pietoso sulle condizioni igieniche in cui versavano.

Al termine della celebrazione i volontari del Team Rogoredo hanno provveduto a distribuire dei pacchi regalo ai tossicodipendenti e a fornirgli un pasto decente.

Ringrazio la mia amica Feliciana per avermi invitato a questa messa, è stata davvero un’esperienza spirituale. Nella miseria dei volti e dell’aspetto di questi poveri dannati dell’eroina ho potuto anche vedere il coraggio e il valore veramente guerriero dei volontari del Team Rogoredo di Simone Feder, i quali meritano veramente il massimo rispetto.

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